Porcellana di Capodimonte, 1754-57

Porcellana di Capodimonte, 1754-57

1,00

Real Fabbrica di Capodimonte, periodo di Carlo III
Decoratore Johann Sigmund Fischer, 1754-1757
Quattro tazze in porcellana
decorate con figure di musici e danzanti
entro astuccio originale in cuoio con decorazioni in oro impresso
Marca: giglio azzurro
Provenienza: Collezione Reale Savoia
altezza tazze: 6,5 cm
astuccio: 9,5 x 34,8 x 10 cm

Scheda critica della dott.ssa Angela Caròla-Perrotti

Le quattro tazze di forma alta desinenti al bordo con una leggera svasatura “a campana”, sono decorate con quattro figure di gusto popolare raffiguranti: un suonatore di mandolino, un suonatore di violino e due giovani uomini ritratti nell’atto di danzare la tarantella. Tutti i personaggi figurano in piedi in un ambiente campestre stilizzato, reso felicemente da zolle di prato, cespugli arbustivi e nuvole.
La decorazione eseguita con maestria e forte senso del movimento, rivela chiaramente la mano di un maestro che potremmo ragionevolmente individuare in Giovanni Sigismondo Fischer, il pittore sassone assunto nel gennaio 1754 nella manifattura borbonica per sostituire il Direttore della Galleria della Pittura, Giovanni Caselli, morto nel dicembre del 1752. […] Sappiamo anche che venne affiancato a Fischer il giovane pittore Francesco Belardi “per insegnarli a dipingere al modo di Sassonia”. […]
A merito di Fischer va comunque notato che il prototipo di pittura al quale l’artista si deve essere ispirato sono le scene cosiddette “alla Teniers” entrate nel repertorio di Meissen verso il 1740-1745. Ma Fischer ha con felice intuizione effettuato un intelligente adattamento ai soggetti di derivazione fiamminga così lontani dal gusto napoletano leggendoli in chiave locale riprendendo i passi “del fazzoletto”, forse i più noti della tarantella. […]
Notevole valore aggiunto al nostro set è dato dalla rara presenza dell’astuccio in cuoio che fra l’altro porta sul retro del fondo una etichetta con lo stemma di casa Savoia. Questa circostanza ci porta a supporre che originariamente facesse parte dei beni sequestrati nell’immediato dopoguerra a Umberto di Savoia –noto conoscitore e collezionista di porcellane- ed esitati in una grande vendita all’asta.

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